SFIDE…

Te contro me…

Davanti al portone mi stava aspettando con la sua porsche…nera …sempre tirata a lucido…e io scesi…con la mia tuta in pelle…da perfetta motociclista…quella tuta che metteva in risalto tutte le mie forme…che sembrava una seconda pelle…stivaletti…chiusi e tirati…guanti in mano…e casco sotto il braccio…

Lui abbassando il finestrino…mi chiamò…
“Dove andiamo?”
“Seguimi”
Mi sistemai sulla moto…accesi il quadro…spinsi la frizione e misi in moto…il rombo…echeggiò…diedi gas due volte…lui mise sul naso l’occhiale da sole specchiato…e sorrise…si quel maledetto sorriso in cui mi perdevo…cazzo quel sorriso…che fa vibrare la terra sotto i piedi…!
Mise le mani sul volante…mi sfidò accelerando…
“Non mi sfidare…sai com’è che finisce sempre no?”
“Vinco io…”
Infilai il casco…allacciai il cinturino fino al suo click…infilai i guanti…abbassai la visiera…e lui mi fece cenno con la mano di passare avanti…che galantuomo pensai…ma la mia testa era già altrove…accellerai prima seconda terza…e via…lui si apprestò a raggiungermi…eravamo uno di fianco all’altro…un intesa di sguardi…e poi via…lo persi in curva…lo guardai dagli specchietti…e no…non mi mollava…era attaccato a me…sorrideva soddisfatto…prendemmo il ponte dell’A24…quello che porta a L’Aquila…mi seguiva con lo sguardo…come un giaguaro che segue la sua preda…pronto a saltargli al collo…
Guidavo ondeggiando…disegnando S sull’asfalto…e mi godevo il panorama…sole basso…brezza primaverile…e le mie amate montagne…era tutto meravigliosamente liberatorio…
Lui era lì che cercava i miei sguardi…le mie attenzioni…che posava gli occhi su ogni piega…ogni angolo…ogni minima parte di me…
e passeggiavamo così…come piaceva a noi…
Pensavo al suo viso…al suo sorriso…e arrosivo…
La mia mano girò  di più la manopola del gas…e con uno scatto…lo persi…il contachilometri saliva di giri…270…era lì la strada che correva sotto di me…
Il mio corpo era un tutt’uno con la mia moto…ero felice…
Decellerai…lo vidi arrivare dietro di me…
Si accostò a me…
Abbassò il finestrino…
“Bimba…vai piano…”
Lo guardai e gli feci l’occhiolino…
Ancora qualche chilometro…sguardi…rombi assordanti…cuori rumorosi…NOI…
Arrivammo al lago…
Ci accostammo uno di fianco all’altro…misi il piede per terra…slacciai il casco e lo sfilai…
“Il gesto più sexy che conosco”
Arrosii…
Sfilai i guanti…
Respirai a pieni polmoni…
Lui mi prese la mano…e mi fece scendere…
“Hai vinto…”…
Lo guardai…
“Ma adesso almeno dammi il premio di consolazione…”
Mi avvicinai a lui…ero tutta un brivido…
Mi baciò…

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