Buonanotte 

Lei è la mia piccola, lei ha bisogno di attenzioni e di coccole, di abbracci e bacini. Lei ha bisogno di sentire che la amo incondizionatamente, di abbandonarsi sicura tra le mie braccia sapendo che la prenderò, che non la lascerò cadere. Ed io la amo per la sua forza e per la sua fragilità, perché, come un bambino, ha bisogno di cure ma è piena di energie, e come un bambino diventa insofferente se la soffochi. Bisogna lasciarla libera, tenerla attiva, e starle accanto perché si senta sicura; bisogna lasciarla crescere, bisogna prendere la bambina bloccata dentro di lei e lasciarla crescere. E restare sempre all’interno del suo orizzonte. Visibili ma discreti. E come un bambino farà crescere anche voi, vi riempirà di allegria, di gioia e di orgoglio. Questa è Veronica. Questa è la mia piccola, questa è la mia donna, questa è la mia amata. Adulta e bambina. Adorabile sempre. 

Buonanotte, mia gioia, mio orgoglio, mio desiderio. ❤

E buonanotte a tutti voi, lettrici e lettori. 😊

A.

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Riflettendo sulla scena di un film: Maleficent 

La scena del taglio della ali in Maleficent è molto forte, ma importante.
È la metafora di una violenza sessuale. 
Malefica si fidava di qualcuno che ha tradito la sua fiducia, l’ha violata e privata di una parte di sé.
La fata viene addormentata con l’inganno e quando si sveglia è da sola, nel dolore e nel sangue. Una parte di lei non c’è più e resta la sofferenza, la rabbia e il tradimento.
La scena non è esplicita, ma è molto chiara: una volta che si legge tra le righe questa metafora, diventa impossibile non notarla.

Anticipo con questo (lungo) commento alcune considerazioni…

Anche se ci sono conferme del fatto che questa scena sia volutamente stata fatta come una metafora di una violenza sessuale, posso capire che sia comunque difficile da cogliere. 
Questo sopratutto perché Malefica viene privata di una parte fisica e tangibile di se stessa (le ali) e perciò viene normale l’associazione con la violenza fisica. 

La violenza fisica è data da percosse e botte, lascia i lividi e i segni. Qui invece c’è un solo gesto isolato, che come ho scritto in qualche altro commento, è per il modo con cui viene eseguito che è agghiacciante e ricorda molto la non consensualitá di un rapporto sessuale: lei viene drogata, addormentata, violata. 

Per questo, per la dinamica, ricorda tremendamente una cosa così orribile come la violenza sessuale: perché Malefica si sveglia e non ha avuto scelta.

Non penso però che questa sia solo violenza psicologica come molti di pensano: la violenza psicologica non lascia tracce visibili, corrode la persona e la fa sentire inferiore o non amata in modo sano. Violenza psicologica è quella che fanno Frollo e Gothel con Quasimodo e Rapunzel.
Stefano non usa violenza psicologia come arma primaria per indebolire la fata, la inganna e la persuade e basta. Non la lega a sé in un rapporto di dipendenza, facendole credere di non “essere abbastanza”. 
Ovviamente la violenza psicologica è comunque presente, perché alla fine priva Malefica di qualcosa che non era tenuto a portarle via. E tutte le forme di violenza sono anche psicologiche perché rendono la vittima schiava delle paure e della violenza stessa. 
Ma a mio modesto avviso, non è questo il caso. 

Stefano ha violato il corpo, il cuore, la mente e l’anima di Malefica. 

L’ha violata e l’ha violentata metaforicamente parlando.

Qualsiasi cosa (ci) decidano di togliere senza il nostro consenso è una violenza.

Lei si fidava e un attimo dopo resta solo sangue e dolore.
Per me la metafora è stata lampante e spero con questo post di avere sensibilizzato un poco all’argomento.

Gwen💜

Infiorata 2017

Mi sto allenando per le prove fisiche del concorso per la polizia di stato…e stamattina alle 6…dove nel paesello non c’era vita…ma solo un dolce profumo di pane e cornetti caldi…mentre correvo sono arrivata in piazza e sono stata la prima(oltre a quelli che hanno partecipato) a vedere questa meraviglia finita!

(Ho fatto le foto a ogni immagine…ma non riesco a caricarle…appena posso…ve le mostro!)

Gwen💜