Una canzone per te …

Lo so, te l’ho già dedicata, ma dove sta scritto che non posso dedicartela di nuovo? 

A. ❤ 

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Ti sto aspettando ❤

Sto aspettando che tu, finito di lavorare, torni a casa. Appena entrata ti abbraccerò e ti bacerò, e poi ti prenderò in braccio (perché sei stanca) e ti porterò in bagno (perché ti scappa) e mentre mi racconti tutto ti spoglierò (lettori, voltatevi, grazie) e ti metterò il pigiama, non senza prima averti un po’ massaggiato la schiena. Poi ti carico in spalla e ti porto in cucina, ti riscaldo la cena (un po’ di stufato che ho provato a fare nel pomeriggio – mi è riuscito mica male!) Tu mo dici che sei troppo stanca e non hai fame. 

“Ma come? La mia carne in tocio?” mi lamento facendo la faccia triste ed il labbruccio, scatenando una tua risata di pancia. Mi siedo accanto a te e ti ascolto che mi racconti ancora, tutta gesticolante ed entusiasta come una bambina che è stata sulle giostre, ed io approfitto di questo tuo trasporto per allungarti ogni tanto un pezzetto di carne, che tu, presa come sei nel raccontare, mangi senza neanche accorgertene. 

Poi ti passo un bicchiere di acqua fruttata  (a dirla tutta ci vorrebbe del vino rosso, altroché! Ma non è il caso stasera …) e ti guardo mentre bevi. 

Finita la cena ti prendo in braccio di nuovo e ti porto a letto. Lo so, non si dovrebbe andare a letto subito dopo cena, ma dove caz…pita potremmo andare a quest’ora? E poi sei stanchissima! Quindi … massaggio ai piedini belli. Oh yes! Ma si rivela così rilassante che mi parti con il sonno. Ok. Ti copro bene, poi mi spoglio (lettrici, voltatevi voi questa volta, grazie), vado a fare la toeletta serale e mi infilo a ninne con te, ad abbracciarti. 

Buonanotte, amore mio ❤ 

Ti amo, sai? ❤

Andrea tuo ❤

Vorrei …

Vorrei capitarti davanti adesso, a sorpresa, per vedere come arrossisci, per vedere i tuoi occhi illuminarsi, per vedere fin dove può arrivare ad aprirsi il tuo sorriso. E magari avrei con me tre frittelle calde (tre perché so che c’è anche F.) E mi siederei al tuo fianco e ti ascolterei, e ti guarderei, mentre parli e mentre mordi la frittella, frettolosa ed entusiasta come una bambina che ha appena finito il primo giorno di scuola. Ed io sarei lì a guardarti incantato e muto, con un sorriso da parte a parte e la frittella in mano, intatta, tanto mi sono dimenticato tutto, pure dove siamo. Ogni tanto un suono rompe la magia, un tabellone si aggiorna, fino a quando tocca a te. Allora ti alzi e vai allo sportello. Ed io ti osservo. Mentre cammini. Mentre gesticoli all’impiegata. Sempre sorridente, io. Come un ebete. Invece sono innamorato. L’innamorato ebete con la frittella in mano. Iecfm. Impronunciabile. Il tuo Iecfm. No. Il tuo scemo  (l’est plus facile).

A. ❤ 

A Roma

” Girando per le strade della mia città, Roma, mi sono trovata davanti questi due ragazzi che camminavano mano nella mano verso San Pietro, come usciti da un film. 

Proprio in quel momento, mentre ascoltavo una canzone, mi colpì la frase : Ed era tipo “che c’importa di domani? stringimi le mani…”

Cosí ho pensato che a loro non importasse nulla di quello che li circondava o del domani, volevano solo  vivere il loro giorno speciale, il loro sogno. 

Niente, mi hanno migliorato la giornata. ”

E allora buona giornata! Perché a me importa che tu ci sei non ieri non domani ma adesso….ti amo immensamente!

Gwen💜